Raccontare Dio: La religione come comunicazione by Enzo Pace

Raccontare Dio: La religione come comunicazione by Enzo Pace

autore:Enzo Pace [Pace, Enzo]
La lingua: ita
Format: epub, azw3
Tags: storia, Studi Religiosi, Saggi
ISBN: 9788815143884
editore: Società editrice il Mulino, Spa
pubblicato: 2011-12-31T23:00:00+00:00


3. L’ordine di servizio

Nella liturgia cristiana centrale è l’Eucaristia. Si tratta di un’azione rituale che riprende la narrazione dell’Ultima cena di Gesù di Nazareth, richiamandosi al passo in cui egli dice «fate questo in memoria di me». Tuttavia non tutti interpretano allo stesso modo il significato di quell’evento. La linea di frattura ha riguardato il modo di «fare memoria». C’è chi ha letto nel passo in questione l’indicazione di ricordare il sacrificio di Cristo e chi, invece, vi ha letto la prescrizione di un rito che rinnova quel sacrificio ogni volta che viene celebrato. C’è chi lo celebra usando le due specie, del pane e del vino, come probabilmente avveniva nelle prime comunità cristiane e chi, per varie ragioni storiche, si limita a usare vero vino e a sostituire il pane con un’ostia consacrata. Ciò che conta, che si sia cattolici od ortodossi, anglicani o calvinisti e così via, è il significato che si attribuisce all’Eucaristia a seconda del punto di vista che si assume in riferimento alla memoria del sacrificio di Cristo in croce. In altri termini, di fronte ai conflitti della memoria di Gesù, che noi conosciamo e che si sono svolti nella storia del Cristianesimo, l’attenzione va rivolta alla funzione che la liturgia cristiana svolge per salvaguardare il senso dell’evento entro confini simbolici e materiali certi. Un’incerta memoria, proprio perché divisa e contesa, ha buone probabilità di riprodursi e di reggere l’urto dei mutamenti e dei conflitti solo se trova nello spazio e nel momento liturgico un «luogo sicuro» che metta al riparo il senso dal rischio dell’oblio e del fraintendimento. Perciò la sua sicurezza si fonda sulla ripetizione delle formule e dei gesti, su un complesso equilibrio di disciplina e autodisciplina che non può essere rotto facilmente, pena effetti inattesi o perversi per chi ha interesse, evidentemente, a che non si alterino i delicati meccanismi che ne garantiscono appunto l’equilibrio.

Per fare un esempio, papa Benedetto XVI (salito al soglio pontificio della Chiesa cattolica nella primavera del 2005) è intervenuto per richiamare all’ordine un movimento religioso, quello dei neocatecumenali, diffuso nella Chiesa cattolica da ormai quasi trent’anni, che ha sperimentato e messo a punto un’azione liturgica propria, in buona sostanza coerente con gli insegnamenti della Chiesa, ma nella forma alquanto differente. Essi tendono a celebrare la messa al sabato e non alla domenica, a far seguire alla lettura dei testi biblici lunghi commenti spontanei dei partecipanti che vanno a integrare la classica omelia del sacerdote celebrante, si comunicano seduti e spezzando pane vero, che poi distribuiscono assieme al vino, lo scambio della pace avviene prima dell’offertorio, come nel rito ambrosiano, e infine non vengono recitati né il credo né il gloria. In conclusione, essi hanno introdotto nella loro prassi rituale gesti che, secondo loro, interpretano meglio il senso originario del «fate questo in memoria di me». Agli inizi di dicembre del 2005, la Congregazione del culto divino che presiede e vigila alla liturgia ufficiale cattolica, ha inviato una nota al fondatore del movimento neocatecumenale per richiamare i



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